|
Appello ai naviganti: dite la vostra.
Provate a cliccare su Territorio (chiaramente dopo aver letto le prossime righe).
Ora tracciate una linea che va da Travacò a Rosasco e immaginate di percorrerla come piace a noi, con calma, osservando. Risaie, fontanili, boschi umidi (i mareschi), dossi, boschi planiziali, garzaie, rifugi faunistici: quanto caratterizza la nostra terra. La Lomellina , infatti, più che dalla sua storia politica, amministrativa e economica, è definita dalle sue particolarità agricole, ambientali, culturali.
Ora la linea che avete tracciato è lunga circa 50 km, larga circa 100 metri, con una cinquantina di sovrappassi e sottopassi, più gli svincoli, i raccordi ecc. ecc. Decine di migliaia di metri cubi di cemento e asfalto. In nome del progresso, dicono. Ma queste sono cose già dette e viste. Noi siamo slow, e ci piace pensare che ci venga risparmiato, per esempio, lo scempio della campagna tra Padova e Mestre, o delle zone intorno a Milano.
Per fortuna la Lomellina non è ancora compromessa: è una delle poche risorse del territorio di tutta la valle padana e certamente un unicum in Lombardia. Pensiamo a un tipo di sviluppo per cui il capitale da cui partire sia il territorio, l'ambiente e l'agricoltura. In breve: l' identità culturale del territorio come risorsa. Un capitale non da sfruttare, ma da preservare per noi e per chi verrà dopo.
Che ne dite?
Invia qui la tua opinione |